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OMBRA DI MERITO

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Synopsis
In un mondo dove il valore di una persona è misurato da punteggi e classifiche, Kael entra a Valencrest, una scuola che non premia i migliori, ma chi sa restare in piedi più a lungo. Nato nelle città più povere e adottato da uno degli uomini più influenti del mondo, Kael nasconde un’intelligenza che potrebbe distruggere l’equilibrio della scuola. Mentre gli studenti lottano per salire di classe, Kael sceglie di perdere. Perché in un sistema che osserva tutto, l’ombra è l’unico posto sicuro.
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Chapter 1 - LA CITTA CHE TI INSEGNA

La città si muoveva prima ancora dell'alba.

Non perché fosse viva, ma perché aveva paura di fermarsi.

Kael camminava lungo il margine di una strada spezzata, dove l'asfalto era diventato polvere e la polvere fango. Le scarpe erano consumate, ma non rotte. Le cose rotte attiravano attenzioni inutili. Aveva imparato presto a distinguere ciò che poteva cedere da ciò che doveva restare integro.

Il rumore di un generatore lontano scandiva il tempo.

Uno. Due. Tre.

Kael contava sempre.

Non per mania.

Per controllo.

Alla sua sinistra, due uomini parlavano sottovoce. Alla destra, una donna osservava troppo attentamente una borsa che non le apparteneva. Più avanti, tre ragazzi facevano finta di ridere.

Tre che ridono insieme mentono sempre, pensò Kael.

Devono coprire qualcosa.

Accelerò di mezzo passo. Non abbastanza da sembrare una fuga.

Uno dei ragazzi smise di ridere.

«Ehi.»

Kael non si voltò.

«Ehi, dico a te.»

Kael si fermò. Lentamente.

Voltarsi di scatto era una dichiarazione di colpa.

«Che c'è?» chiese. Voce neutra. Né bassa né alta.

Il ragazzo davanti aveva un sorriso storto. Uno che cercava di sembrare sicuro.

«Hai qualcosa che ci serve.»

Kael inclinò la testa di un centimetro.

«Non vendo niente.»

«Non hai capito.»

Kael lo aveva capito.

Ma fece finta di no.

«Allora spiegami.»

Il secondo ragazzo si avvicinò di mezzo passo. Troppo vicino. Troppo presto.

Kael guardò dietro di loro. Il terzo non si muoveva. Stava controllando le vie laterali.

Uno parla, uno minaccia, uno calcola.

Sono disorganizzati.

Kael sospirò piano.

«Se mi prendete la borsa,» disse, «farete rumore. Se fate rumore, arrivano altri. Se arrivano altri, vi tolgono quello che avete preso. Non da me.»

Il primo ragazzo strinse gli occhi.

«Stai cercando di spaventarci?»

Kael scosse la testa.

«No. Vi sto spiegando perché perderete tempo.»

Un silenzio breve.

Troppo breve per pensare.

Un uomo parlò da dietro.

«Interessante.»

Kael non si voltò subito.

Quella voce non apparteneva alla strada.

«Vai,» disse l'uomo ai ragazzi.

«Ma—»

«Ho detto vai.»

Non c'era rabbia nella voce.

E proprio per questo i ragazzi se ne andarono.

Kael rimase fermo. Contò fino a cinque. Poi si voltò.

L'uomo era alto, vestito in modo semplice ma pulito. Le scarpe non avevano polvere. Gli occhi osservavano come se stessero leggendo una mappa invisibile.

«Non ti ringrazierò,» disse Kael.

L'uomo sorrise leggermente.

«Non ho fatto nulla per meritarmelo.»

Pausa.

«Come ti chiami?»

Kael esitò mezzo secondo.

Solo mezzo.

«Kael.»

«Solo Kael.»

«Basta così.»

L'uomo annuì, come se fosse la risposta giusta.

«Sai perché quei ragazzi se ne sono andati?»

«Perché non erano pronti.»

«No,» disse l'uomo. «Perché hai parlato nel modo giusto.»

Kael non rispose.

Camminarono insieme per qualche metro. Non affiancati. Sfalsati.

«Quindici anni,» disse l'uomo all'improvviso. «Nessuna scuola regolare. Tre lavori. Zero arresti.»

Kael si fermò.

«Se mi stai minacciando,» disse, «fallo meglio.»

L'uomo rise piano.

«Se ti minacciassi, non parleremmo.»

Kael lo fissò.

«Chi sei.»

«Arden Vhal.»

Il nome non disse nulla a Kael.

Ma il modo in cui l'uomo lo pronunciò sì.

«Viaggiatore,» continuò Arden. «Capo di un'azienda. E oggi… un uomo curioso.»

Kael rimase in silenzio.

Arden si avvicinò di un passo.

«Ritengo che tu sia intelligente,» disse.

«E un'intelligenza come la tua non va sprecata qui.»

Kael lo guardò. A lungo.

«Qui non si spreca niente,» disse infine.

«Qui si consuma.»

Arden lo osservò come si guarda una risposta corretta data senza entusiasmo.

«E tu sei in pericolo.»

Kael aggrottò appena la fronte.

«Perché?»

«Perché sei bravo a non farti notare,» rispose Arden. «E questo infastidisce chi comanda davvero.»

Silenzio.

«Vieni con me.»

Kael scosse la testa.

«Non vengo con nessuno.»

«Non ti sto offrendo una scelta,» disse Arden. «Ti sto offrendo tempo.»

Kael inspirò lentamente.

«E cosa vuoi in cambio?»

Arden sorrise. Stavolta davvero.

«Vedere se ho ragione.»

La città continuava a muoversi intorno a loro.

Ma per la prima volta, Kael ebbe la sensazione che qualcuno la stesse guardando dall'alto.

E questo…

lo preoccupava.

Fine capitolo 1.