Quella sera, Kael ottenne un permesso d'uscita disperato. Doveva vedere Sophie, doveva confermare a se stesso che lei non fosse svanita come Marcus. Ma arrivato all'angolo dove sorgeva il "Blue Memory", si fermò paralizzato. Il bar non c'era più. Al suo posto sorgeva un vecchio magazzino fatiscente, coperto di polvere e ragnatele, come se fosse stato abbandonato da decenni. La realtà stava cambiando con una velocità spaventosa.
Mentre fissava il vuoto, sentì un rumore di passi pesanti. Tre uomini uscirono dalle ombre di un vicolo laterale. Indossavano cappotti neri e maschere tattiche che coprivano i loro volti. Non erano soldati, ma i loro movimenti erano fluidi e coordinati in modo innaturale.
«Kael,» disse uno di loro. La voce era una distorsione metallica che sembrava graffiare l'aria. «Stai cercando qualcosa che il Comandante ha già deciso di cancellare. Non dovresti essere qui.»
«Chi è il vostro Comandante?» ringhiò Kael, portando la mano alla pistola occultata.
«Colui che divora ciò che voi chiamate vita. Noi siamo l'Organizzazione dei Sicari, i custodi del nuovo ordine dell'oblio.»
Senza preavviso, i tre scattarono in avanti. Kael schivò un fendente di coltello per un soffio e rispose con un calcio potente al petto del primo assalitore. Sentì che il corpo dell'uomo era duro e freddo, quasi inumano. Estrasse la pistola e fece fuoco due volte. I proiettili colpirono il petto dei sicari, ma non ci fu sangue. Dai fori uscì una nebbia nera e densa che si dissipò nella pioggia.
Kael capì che le armi convenzionali avevano poco effetto su quegli esseri. Lanciò un fumogeno tattico per creare confusione e si lanciò in una fuga disperata tra i vicoli. Sentiva i loro passi dietro di lui, costanti e implacabili. Riuscì a seminarli solo dopo aver attraversato un cantiere abbandonato, ma la consapevolezza era ormai chiara: non era più solo un soldato contro un nemico invisibile, era una preda marchiata. L'Organizzazione dei Sicari aveva iniziato la caccia, e Kael era l'unico ostacolo tra loro e la cancellazione totale della memoria della città.
